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Quelli che vedete sono reperti plastinati, realizzati negli anni Novanta da @ferdinandopaternostro e Gianni Fracassini presso l’allora Dipartimento di Anatomia Umana dell’Università di Firenze, mediante la…
Anatomia generaleTecniche anatomiche
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Quelli che vedete sono reperti plastinati, realizzati negli anni Novanta da @ferdinandopaternostro e Gianni Fracassini presso l’allora Dipartimento di Anatomia Umana dell’Università di Firenze, mediante la tecnica ideata da Günter von Hagens.
La plastinazione sostituisce progressivamente l’acqua e i lipidi dei tessuti con polimeri, consentendo di preservarne nel tempo forma, rapporti e dettagli anatomici. Trasforma così il reperto in uno strumento didattico durevole: non una semplice preparazione, ma un corpo anatomico che continua a insegnare.
Questi organi sono ancora oggi a disposizione degli studenti nell’aula di esercitazione dell’Università di Firenze. L’Anatomia vive nell’incontro diretto con le forme reali del corpo umano.
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What you see are plastinated specimens, prepared in the 1990s by Ferdinando Paternostro and Gianni Fracassini at what was then the Department of Human Anatomy of the University of Florence, using the technique developed by Günter von Hagens.
Plastination progressively replaces water and lipids in tissues with polymers, preserving their shape, anatomical relationships and fine details over time. It transforms the specimen into a lasting teaching resource: not merely a preparation, but an anatomical body that continues to teach.
These organs are still available today to students in the practical anatomy room of the University of Florence. Anatomy comes alive through direct encounters with the real forms of the human body.
La sutura metopica non sempre scompare come ci aspetteremmo. In questo preparato anatomico è magnificamente conservata e, incontrando la sutura coronale nel punto mediano, disegna sul…
Apparato locomotoreTesta
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La sutura metopica non sempre scompare come ci aspetteremmo.
In questo preparato anatomico è magnificamente conservata e, incontrando la sutura coronale nel punto mediano, disegna sul cranio una croce quasi perfetta: posteriormente i due parietali, anteriormente le due metà dell’osso frontale ancora separate dalla sutura metopica.
Normalmente la sutura metopica, che separa le due metà dell’osso frontale alla nascita, va incontro a fusione durante l’infanzia. Quando persiste nell’adulto prende il nome di metopismo (metopism, persistent metopic suture).
È una variante anatomica importante da conoscere anche sul piano clinico e radiologico: una sutura metopica persistente può infatti essere riconosciuta nelle immagini del cranio e non deve essere confusa con una linea di frattura.
Proprio questo rende straordinaria l’Anatomia reale: il corpo umano non è la copia perfetta di una tavola.
A cura di @tittibelviso e @ferdinandopaternostro per @official_anatomicus @cadaverlabitalia
IL NERVO SCIATICO Uscito dalla pelvi attraverso il grande forame ischiatico, nella disposizione più comune il nervo sciatico emerge inferiormente al muscolo piriforme. Da qui inizia…
Arto inferioreSistema nervoso
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IL NERVO SCIATICO
Uscito dalla pelvi attraverso il grande forame ischiatico, nella disposizione più comune il nervo sciatico emerge inferiormente al muscolo piriforme.
Da qui inizia un rapporto straordinariamente ordinato con i muscoli profondi della regione glutea.
Procedendo dall’alto verso il basso, il nervo passa posteriormente al gemello superiore, al tendine dell’otturatore interno, al gemello inferiore e quindi al quadrato del femore.
Più distalmente, avvicinandosi alla regione posteriore della coscia, il suo piano profondo è rappresentato dalla porzione superiore del grande adduttore, comprendente la componente descritta come adduttore minimo.
A cura di @tittibelviso e @ferdinandopaternostro per @official_anatomicus @cadaverlabitalia
Una variante delle vene polmonari, scoperta durante una dissezione didattica, dimostra perché l’Anatomia non è affatto una scienza conclusa Un recente lavoro pubblicato sull’Italian Journal of…
Una variante delle vene polmonari, scoperta durante una dissezione didattica, dimostra perché l’Anatomia non è affatto una scienza conclusa
Un recente lavoro pubblicato sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology descrive una variante delle vene polmonari osservata in una donna di 75 anni durante una normale attività di dissezione toracica presso l’ICLO Teaching and Research Center di Verona.
L’Anatomia più comune prevede quattro vene polmonari: due destre e due sinistre. Queste vene trasportano al cuore il sangue ossigenato proveniente dai polmoni e si aprono nell’atrio sinistro attraverso osti distinti.
Nel caso descritto, il polmone destro presentava invece tre vene polmonari. Nell’atrio sinistro erano visibili tre osti destinati al drenaggio delle vene polmonari destre. Una vena soprannumeraria, dunque: un vaso in più rispetto alla configurazione considerata abituale.
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A pulmonary vein variant discovered during a teaching dissection shows why Anatomy is by no means a finished science.
A recent paper published in the "Italian Journal of Anatomy and Embryology" (https://doi.org/10.36253/ijae-17036) describes a pulmonary vein variant observed in a 75-year-old woman during a routine thoracic dissection at the "ICLO Teaching and Research Center in Verona" (https://iclo.eu/).
The most common anatomical configuration consists of four pulmonary veins: two right and two left. These veins carry oxygenated blood from the lungs to the heart and drain into the left atrium through separate ostia.
In the reported case, however, the right lung had three pulmonary veins. Accordingly, three separate ostia receiving the right pulmonary veins were visible in the left atrium. This was therefore a supernumerary pulmonary vein—an additional vessel compared with the configuration generally regarded as standard.
La grande curvatura dello stomaco: una meraviglia di Anatomia vascolare Lo stomaco è una straordinaria lezione di architettura anatomica. Le sue due curvature, piccola e grande,…
AddomeApparato cardiovascolareApparato digerente
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La grande curvatura dello stomaco: una meraviglia di Anatomia vascolare
Lo stomaco è una straordinaria lezione di architettura anatomica. Le sue due curvature, piccola e grande, rappresentano punti di riferimento fondamentali. La piccola curvatura accoglie il piccolo omento ed è percorsa dalle arterie gastriche destra e sinistra, mentre la grande curvatura è il punto in cui Anatomia e funzione si fondono in modo spettacolare.
Lungo la grande curvatura decorre infatti una delle più eleganti anastomosi arteriose del corpo umano: quella tra l'arteria gastro-omentale (gastroepiploica) destra e l'arteria gastro-omentale sinistra. Questi due vasi si incontrano formando un'arcata continua che garantisce un'efficace irrorazione sanguigna.
Ma il loro compito non si limita allo stomaco. Da questa anastomosi originano numerosi rami diretti sia alla parete gastrica, sia al grande omento, il vasto grembiule peritoneale che protegge i visceri addominali, contribuisce alla risposta immunitaria e limita la diffusione delle infezioni.
#theicloexperience
#seguilagioconda
A cura di @tittibelviso, @anna_venzi, @ferdinandopaternostro, @prc_gli, @simonadaviddi, @donato_arcese, @marcocasini99, @negro.org.6
Il muscolo palmare breve è uno dei muscoli più piccoli della mano, ma svolge un ruolo sorprendentemente importante. Situato superficialmente sul margine ulnare del palmo, origina…
Apparato locomotoreArto superiore
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Il muscolo palmare breve è uno dei muscoli più piccoli della mano, ma svolge un ruolo sorprendentemente importante. Situato superficialmente sul margine ulnare del palmo, origina dall'aponeurosi palmare e dal retinacolo dei flessori e si inserisce nella cute dell'eminenza ipotenar.
La sua contrazione corruga la pelle del palmo, migliorando la presa e proteggendo il fascio vascolo-nervoso ulnare durante i movimenti della mano.
A differenza degli altri muscoli intrinseci della mano, il palmare breve non si inserisce su un osso, ma direttamente nella cute. È innervato dal ramo superficiale del nervo ulnare, caratteristica che lo rende un'importante eccezione anatomica e un utile riferimento durante lo studio della regione ipotenar.
Visione della cavità addominale superiore dopo apertura della parete anteriore. La mano dell'operatore solleva e sostiene l'arcata costale, ampliando il campo operatorio e permettendo di apprezzare…
AddomeApparato digerente
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Visione della cavità addominale superiore dopo apertura della parete anteriore. La mano dell'operatore solleva e sostiene l'arcata costale, ampliando il campo operatorio e permettendo di apprezzare chiaramente il legamento falciforme del fegato, evidente come una sottile plica peritoneale che divide il lobo destro dal lobo sinistro.
Alla sinistra dell'immagine (corrispondente al lato destro del preparato anatomico) si intravede il fondo della colecisti, parzialmente emergente dalla faccia viscerale del fegato. Sul lato opposto, alla destra dell'immagine, è riconoscibile la milza, situata nel quadrante superiore sinistro dell'addome.
In primo piano si osserva lo stomaco, con la sua grande curvatura ben evidente, rivestita dal tessuto adiposo dell'omento maggiore. Superiormente e medialmente è inoltre possibile identificare una porzione del piccolo epiplon (omento minore), che si tende tra la piccola curvatura dello stomaco, il primo tratto del duodeno e la faccia viscerale del fegato, costituendo un importante elemento di continuità tra questi organi.
L'ANATOMIA È FATTA DI RELAZIONI In un'unica visione si possono osservare il cuore con le arterie coronarie, l'aorta toracica e addominale, le ghiandole surrenali, i reni,…
In un'unica visione si possono osservare il cuore con le arterie coronarie, l'aorta toracica e addominale, le ghiandole surrenali, i reni, le coste con gli spazi intercostali, i principali vasi della parete toracica e addominale e, sullo sfondo, la muscolatura della parete posteriore del tronco, dove è riconoscibile anche il muscolo quadrato dei lombi.
È una preparazione che insegna un concetto fondamentale: l'Anatomia non è un insieme di organi isolati, ma una rete di rapporti. Ogni struttura acquista significato solo quando viene osservata insieme alle altre.
Questo straordinario reperto, conservato presso il Museo di Storia Naturale "La Specola" di Firenze, rappresenta ancora oggi una lezione di Anatomia tridimensionale, capace di mostrare ciò che nessuna tavola bidimensionale può restituire: la profondità, i rapporti e l'armonia del corpo umano.
LE GHIANDOLE SALIVARI DELLE LABBRA SONO MUCOSE? Quando osserviamo una sezione istologica del labbro, tra le fibre muscolari del muscolo orbicolare della bocca e la mucosa…
Apparato digerenteTesta
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LE GHIANDOLE SALIVARI DELLE LABBRA SONO MUCOSE?
Quando osserviamo una sezione istologica del labbro, tra le fibre muscolari del muscolo orbicolare della bocca e la mucosa orale possiamo riconoscere numerose piccole ghiandole salivari: le ghiandole labiali.
A differenza delle grandi ghiandole salivari (parotide, sottomandibolare e sottolinguale), queste strutture passano spesso inosservate durante lo studio dell'Anatomia microscopica.
Ma che tipo di secrezione producono?
La risposta è: prevalentemente mucosa.
Gli adenomeri delle ghiandole labiali sono costituiti soprattutto da cellule mucose, ricche di mucine, sostanze che rendono la saliva più viscosa e lubrificante. In alcune ghiandole possono essere presenti anche cellule sierose, motivo per cui vengono spesso definite ghiandole miste a predominanza mucosa.
La loro funzione è fondamentale: • mantenere umida la mucosa orale; • proteggere l'epitelio dai traumi; • facilitare la fonazione; • contribuire alla formazione e al passaggio del bolo alimentare.
La bandellletta ileopettinea o arcata ileopettinea (indicata dalla freccia) è un rinforzo fibroso della fascia iliaca, teso tra il legamento inguinale (arcata crurale) e l’eminenza ileopettinea…
Apparato locomotoreArto inferiore
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La bandellletta ileopettinea o arcata ileopettinea (indicata dalla freccia) è un rinforzo fibroso della fascia iliaca, teso tra il legamento inguinale (arcata crurale) e l’eminenza ileopettinea (o cresta pettinea dell’osso pubico).
Questa formazione che divide lo spazio sottostante al legamento inguinale in due porzioni distinte:
📌 lacuna musculorum (laterale): attraversata dal muscolo ileopsoas e dal nervo femorale.
📌 lacuna vasorum (mediale): attraversata dai vasi femorali (arteria e vena femorale) e dal canale femorale.
È una struttura chiave nell’Anatomia dell’inguine e del canale femorale.
Ha rilevanza soprattutto in chirurgia delle ernie (ernie inguinali e crurali/femorali), perché aiuta a definire i confini delle lacune e influenza il decorso di nervi e vasi.
Può essere coinvolta in compressioni o varianti anatomiche che influenzano il passaggio di strutture neurovascolari.
A cura di @tittibelviso , @albertomoltenimd, @ferdinandopaternostro
Realizzato durante @cadaverlabitalia @istitutoats
La borsa omentale è un concetto cardine dell'Anatomia topografica addominale: la sua comprensione è imprescindibile per il chirurgo, il radiologo e il clinico che affrontano patologie…
AddomeApparato digerente
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La borsa omentale è un concetto cardine dell'Anatomia topografica addominale: la sua comprensione è imprescindibile per il chirurgo, il radiologo e il clinico che affrontano patologie del piano sopramesocolico.
A cura della Prof.ssa Immacolata Belviso.
@tittibelviso
Nel cuore destro, all’interno dell’atrio, il triangolo di Koch è delimitato da tre strutture: 👉il tendine di Todaro 👉il lembo settale della valvola tricuspide 👉l’orifizio del…
Apparato cardiovascolareTorace
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Nel cuore destro, all’interno dell’atrio, il triangolo di Koch è delimitato da tre strutture:
👉il tendine di Todaro
👉il lembo settale della valvola tricuspide
👉l’orifizio del seno coronario
Al suo interno si trova il nodo atrioventricolare.
Emozioni e scoperte da #anatomylab.
#seguilagioconda!
Le meningi sono un sistema anatomico complesso, stratificato e funzionalmente sofisticato che protegge, sostiene e integra encefalo e midollo spinale. La dura madre è lo strato…
DorsoSistema nervosoTesta
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Le meningi sono un sistema anatomico complesso, stratificato e funzionalmente sofisticato che protegge, sostiene e integra encefalo e midollo spinale.
La dura madre è lo strato più esterno, robusto e fibroso. A livello cranico aderisce intimamente alla superficie endocranica e si organizza in due foglietti che formano i seni venosi durali e importanti setti di compartimentazione, come falce cerebrale e tentorio del cervelletto. Rappresenta una vera impalcatura biomeccanica intracranica.
Al di sotto si trova l’aracnoide, membrana sottile, translucida, avascolare. Pur essendo strettamente apposta alla dura, non vi aderisce realmente: tra le due esiste infatti un potenziale spazio subdurale, che diventa reale solo in condizioni patologiche. L’aracnoide non segue i solchi corticali, ma li “ponticella”, creando al di sotto lo spazio subaracnoideo.
Quest’ultimo contiene liquor cerebrospinale, arterie e vene cerebrali, cisterne e trabecole aracnoidee: un ambiente dinamico che funziona come sistema di sospensione idraulica dell’encefalo.
La pia madre è lo strato più interno, estremamente sottile ma intimamente aderente alla superficie del tessuto nervoso. Segue ogni solco, circonvoluzione e rilievo anatomico del sistema nervoso centrale, accompagnando i vasi penetranti all’interno del parenchima.
Insieme, dura, aracnoide e pia madre costituiscono un continuum biomeccanico e fisiologico essenziale:
proteggono il sistema nervoso, ne organizzano i compartimenti, ne regolano la vascolarizzazione e partecipano alla dinamica liquorale.
Dissezione @ferdinandopaternostro
Testo post @tittibelviso
IL TRIANGOLO DI CALOT E IL TRIANGOLO EPATOCISTICO Il triangolo prende il nome da Jean-François Calot, chirurgo francese che nel 1891 ne descrisse i limiti in…
AddomeApparato digerente
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IL TRIANGOLO DI CALOT E IL TRIANGOLO EPATOCISTICO
Il triangolo prende il nome da Jean-François Calot, chirurgo francese che nel 1891 ne descrisse i limiti in relazione alla chirurgia delle vie biliari. È importante sottolineare che la definizione originaria differisce da quella comunemente adottata oggi.
Calot descriveva un triangolo delimitato da:
👉il dotto cistico
👉il dotto epatico comune
👉l’arteria cistica
Nella pratica anatomica e chirurgica moderna, invece, il triangolo di Calot (chiamato anche triangolo epatocistico) è delimitato da:
📍lateralmente: il dotto cistico
📍medialmente: il dotto epatico comune
📍superiormente: il margine inferiore del fegato
Questa ridefinizione ha una valenza pratica: l’arteria cistica, piuttosto che essere un limite, diventa una struttura contenuta nel triangolo stesso.
Il triangolo di Calot si colloca nella regione sottopatica destra, in continuità con l’ilo epatico e immerso nel contesto del peduncolo epatico. È una regione tridimensionale, non semplicemente planare: più che un triangolo geometrico, rappresenta uno spazio anatomico complesso, definito da piani fasciali e relazioni variabili.
In profondità, esso si integra con: il legamento epatoduodenale, la porzione destra del peduncolo epatico, il sistema portale.
Anteriormente è coperto dal peritoneo viscerale, mentre posteriormente si relaziona con il tessuto connettivo del letto epatico della colecisti.
A cura della Prof.ssa Immacolata Belviso
@tittibelviso
Nel cuore dell’addome, l’arteria mesenterica superiore rappresenta uno dei principali assi di vita del tubo digerente. Origina dalla faccia anteriore dell’aorta addominale a livello di L1,…
AddomeApparato cardiovascolareApparato digerente
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Nel cuore dell’addome, l’arteria mesenterica superiore rappresenta uno dei principali assi di vita del tubo digerente.
Origina dalla faccia anteriore dell’aorta addominale a livello di L1, subito al di sotto del tronco celiaco, e si dirige in avanti e in basso attraversando il piano tra pancreas e duodeno: un passaggio chiave, tanto anatomico quanto clinico.
Da qui si apre in una rete straordinariamente organizzata che irrora l’intestino medio: duodeno distale, digiuno, ileo, cieco, colon ascendente e gran parte del colon trasverso. I suoi rami – pancreaticoduodenali inferiori, arteria ileocolica, colica destra e colica media – costruiscono un sistema di arcate arteriose da cui emergono le vasa recta, vere linee terminali della perfusione intestinale.
#seguilagioconda
#anatomylab
#humananatomy
@ferdinandopaternostro presso @iclocenter
PELVI MASCHILE – SEZIONE SAGITTALE Quello che osservi è un preparato plastinato secondo la tecnica di Gunther von Hagens. Un corpo reale, trasformato in conoscenza. La…
Apparato urogenitalePelvi e perineo
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PELVI MASCHILE – SEZIONE SAGITTALE
Quello che osservi è un preparato plastinato secondo la tecnica di Gunther von Hagens.
Un corpo reale, trasformato in conoscenza.
La sezione sagittale attraversa la pelvi lungo il piano mediano e rivela una delle architetture più affascinanti dell’Anatomia umana: la relazione intima tra apparato urinario, genitale e intestinale.
Anteriormente, la vescica urinaria, serbatoio dinamico che dialoga con la pressione addominale e il pavimento pelvico.
Subito inferiormente, la prostata, crocevia funzionale e clinico, avvolta dall’uretra prostatica.
L’uretra prosegue il suo decorso attraversando il diaframma urogenitale e il pene, trasformandosi da semplice condotto a struttura complessa, integrata nella funzione sessuale.
Posteriormente, il retto, che segue la curvatura sacrale, mantenendo un rapporto costante con la prostata e le vescicole seminali, strutture chiave nella fisiologia dell’eiaculazione.
Tra questi organi non esiste separazione netta, ma continuità funzionale: spazi connettivali, fasce, piani chirurgici.
La plastinazione permette di fissare non solo le forme, ma i rapporti, fondamentali per l'Anatomia topografica e clinica.
La fossa antecubitale è una regione anatomica triangolare situata anteriormente all’articolazione del gomito, rappresentando una zona di transizione tra braccio e avambraccio di rilevante interesse topografico…
Apparato locomotoreArto superiore
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La fossa antecubitale è una regione anatomica triangolare situata anteriormente all’articolazione del gomito, rappresentando una zona di transizione tra braccio e avambraccio di rilevante interesse topografico e clinico.
I limiti della fossa antecubitale sono ben definiti. Superiormente è delimitata da una linea ideale che congiunge gli epicondili mediale e laterale dell’omero. Lateralmente è costituita dal margine mediale del muscolo brachioradiale, mentre medialmente dal margine laterale del muscolo pronatore rotondo. Il pavimento è formato dal muscolo brachiale, prossimalmente, e dal muscolo supinatore, distalmente. Il tetto è rappresentato da cute e sottocute, all’interno del quale decorrono le vene superficiali, e dalla fascia brachiale, rinforzata dall’aponeurosi bicipitale (lacertus fibrosus).
Il contenuto della fossa antecubitale segue un’organizzazione costante in senso latero-mediale. Si riconoscono il tendine del muscolo bicipite brachiale, l’arteria brachiale (che a questo livello si divide nelle arterie radiale e ulnare nella maggior parte dei casi) e il nervo mediano. Il nervo radiale decorre lateralmente alla fossa e, a livello del suo margine laterale, si divide nei rami superficiale e profondo. L’aponeurosi bicipitale separa i piani superficiali venosi dall’arteria brachiale e dal nervo mediano, svolgendo un ruolo protettivo.
Nel piano superficiale, all’interno del sottocute, è presente la rete venosa della regione, costituita principalmente dalla vena mediana del gomito, che connette la vena cefalica (laterale) con la vena basilica (mediale), con numerose varianti morfologiche.
Dal punto di vista clinico, la fossa antecubitale rappresenta un sito di accesso privilegiato per il prelievo venoso, per la misurazione della pressione arteriosa e per procedure invasive arteriose. La conoscenza precisa dei rapporti anatomici è fondamentale per evitare lesioni iatrogene, in particolare a carico dell’arteria brachiale e del nervo mediano.
👉I linfonodi e i vasi linfatici dell'arto superiore. 👉Il metodo di palpazione dei linfonodi epitrocleari. 👉Un esempio di linfedema dell'arto superiore in una paziente post mastectomia.…
Arto superioreSistema linfatico
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👉I linfonodi e i vasi linfatici dell'arto superiore.
👉Il metodo di palpazione dei linfonodi epitrocleari.
👉Un esempio di linfedema dell'arto superiore in una paziente post mastectomia.
La linfoadenopatia è l’aumento di volume dei linfonodi.
Le infezioni che interessano il lato mediale della mano e dell’avambraccio possono causare inizialmente un ingrossamento doloroso dei linfonodi sovratrocleari.
I linfonodi ascellari laterali risultano ingrossati e dolorosi nelle infezioni che coinvolgono qualsiasi parte dell’arto superiore.
Il linfedema dell’arto superiore è dovuto a un ostacolo al flusso linfatico proveniente dall’arto superiore. Questo determina un rigonfiamento dell’arto superiore. Una causa comunemente osservata è l’edema post-mastectomia, dovuto alla rimozione dei linfonodi ascellari.
Un’altra causa frequente nei Paesi tropicali è l’ostruzione dei vasi linfatici da parte di microrganismi filariformi (Wuchereria bancrofti), che provoca elefantiasi.
La fascia superficiale è localizzata nel tessuto sottocutaneo (ipoderma) e presenta una struttura lassa, ricca di adipociti, vasi sanguigni, vasi linfatici e terminazioni nervose. Consente la…
Anatomia generaleApparato locomotore
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La fascia superficiale è localizzata nel tessuto sottocutaneo (ipoderma) e presenta una struttura lassa, ricca di adipociti, vasi sanguigni, vasi linfatici e terminazioni nervose. Consente la mobilità della cute sui piani profondi, partecipa alla termoregolazione e rappresenta un compartimento di scorrimento e riserva energetica.
La fascia profonda è costituita da tessuto connettivo denso, prevalentemente collagene, organizzato in lamine e setti. Avvolge muscoli e gruppi muscolari, forma compartimenti osteo-fasciali, contribuisce alla trasmissione delle forze e alla coordinazione biomeccanica. Si continua con aponeurosi, setti intermuscolari e rivestimenti periostei.
Le due componenti costituiscono un sistema continuo, con differenze strutturali e funzionali nette ma integrate, essenziale per la meccanica del movimento e per la distribuzione delle tensioni nel corpo umano.
FACCIA POSTERO-MEDIALE DEL RENE — I RAPPORTI “INVISIBILI” La faccia posteriore del rene è una superficie silenziosa ma strategica, appoggiata alla parete addominale posteriore come a…
AddomeApparato urogenitale
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FACCIA POSTERO-MEDIALE DEL RENE — I RAPPORTI “INVISIBILI”
La faccia posteriore del rene è una superficie silenziosa ma strategica, appoggiata alla parete addominale posteriore come a un cuscino muscolare.
Muscoli (da mediale a laterale)
• Grande psoas — il pilastro della postura
• Quadrato dei lombi — stabilità e respirazione accessoria
• Trasverso dell’addome — la parete profonda che protegge
Elementi ossei
• XII costa (entrambi i reni)
• XI costa (soprattutto il rene sinistro, più alto)
Nervi che passano dietro il rene
• Nervo sottocostale
• Nervo ileoipogastrico
• Nervo ileoinguinale
DISSEZIONE ANATOMICA realizzata durante un Cadaver Lab del @dr.pignatelli.daniele , a cura di @anna_venzi e @ferdinandopaternostro
LA LINEA LATTEA (o linea mammaria) Durante lo sviluppo embrionale, nell’essere umano compare una struttura affascinante: la linea lattea, una sottile banda ectodermica che si estende…
Apparato tegumentarioTorace
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LA LINEA LATTEA (o linea mammaria)
Durante lo sviluppo embrionale, nell’essere umano compare una struttura affascinante: la linea lattea, una sottile banda ectodermica che si estende bilateralmente dall’ascella all’inguine.
👉 In condizioni normali, solo un piccolo tratto toracico di questa linea persiste e dà origine alle ghiandole mammarie.
👉 Il resto regredisce. Ma non sempre.
IL TERZO CAPEZZOLO (POLITELIA)
Una porzione della linea lattea non regredisce completamente, può comparire un capezzolo soprannumerario, spesso scambiato per un neo.
📊 Quanto è frequente?
Nella popolazione generale: 0,2–5,6%
Più comune nel maschio rispetto alla femmina
Spesso monolaterale, lungo la linea lattea
Quasi sempre asintomatico e benigno
Al centro della base cranica si riconosce con chiarezza il chiasma dei nervi ottici, situato anteriormente alla sella turcica. È il punto di incrocio parziale delle…
Sistema nervosoTesta
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Al centro della base cranica si riconosce con chiarezza il chiasma dei nervi ottici, situato anteriormente alla sella turcica. È il punto di incrocio parziale delle fibre ottiche, struttura chiave per la visione binoculare e per l’organizzazione dei campi visivi, in stretto rapporto con ipofisi e ipotalamo.
Superiormente e posteriormente si delinea il tentorio del cervelletto, robusta piega della dura madre che separa i lobi occipitali dal cervelletto. Non è un semplice setto, ma un vero diaframma tensivo che organizza lo spazio endocranico e guida il drenaggio venoso verso i seni petrosi e il seno trasverso.
Le orbite si aprono bilateralmente come cavità piramidali: non occhi, ma struttura dello sguardo. Canali, fessure e forami definiscono passaggi obbligati per nervi cranici, arterie e vene, secondo una geometria rigorosa e funzionale.
DURA MADRE: L’ARCHITETTURA CHE SOSTIENE IL CERVELLO La dura madre non è solo una meninge: è una vera impalcatura anatomica, resistente e intelligente, che stabilizza, separa…
Sistema nervosoTesta
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DURA MADRE: L’ARCHITETTURA CHE SOSTIENE IL CERVELLO
La dura madre non è solo una meninge: è una vera impalcatura anatomica, resistente e intelligente, che stabilizza, separa e protegge l’encefalo.
🔹 Falce del cervello (Falx cerebri)
È una lamina sagittale che si insinua profondamente tra i due emisferi cerebrali. Stabilizza le masse cerebrali e accoglie seni venosi fondamentali (seno sagittale superiore e inferiore), guidando il drenaggio venoso encefalico.
🔹 Tentorio del cervelletto (Tentorium cerebelli)
Una vera “tenda” fibrosa che separa cervello e cervelletto. Sostiene i lobi occipitali e protegge il cervelletto, creando compartimenti funzionali cruciali per la pressione intracranica e la sicurezza neurologica.
🔹 Falce cerebellare (Falx cerebelli)
Più piccola ma essenziale: divide parzialmente i due emisferi cerebellari, contribuendo alla stabilità della fossa cranica posteriore.
🔹 Diaframma della sella (Diaphragma sellae)
Una sottile lamina orizzontale che copre la sella turcica, lasciando passare il peduncolo ipofisario. Protegge l’ipofisi e regola i rapporti tra endocrino e neuroanatomia.
🔹 Granulazioni aracnoidee
Piccole ma decisive: sono le strutture attraverso cui il liquor cefalorachidiano viene riassorbito nel sistema venoso. Senza di loro, l’equilibrio dei volumi intracranici sarebbe impossibile
Selezione da @anatomiapertutti. Immagini e video disponibili localmente si consultano direttamente qui. La ricerca nello storico comprende anche pubblicazioni non ancora selezionate per l’archivio didattico.
03 / I CORSI
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